Il mercato immobiliare italiano sta subendo i primi, gravi, effetti della pandemia da nuovo coronavirus, e il sostanziale blocco delle attività. Tuttavia, questo non sembra inficiare il desiderio degli italiani di progettare i propri investimenti immobiliari nel medio termine, approfittando magari di un livello dei tassi di interesse di riferimento mai così basso e conveniente.

Prosegue il traino delle surroghe

Convenienza, appunto. Ed è proprio su questo termine che poggia l’interpretazione dell’attuale evoluzione del mercato creditizio legato all’immobiliare, considerato che la crescita delle surroghe non può che essere stimolata proprio dai bassi tassi di interesse in vigore, che rendono molto appetibile l’operazione di sostituzione di un attuale finanziamento in ammortamento.

Peraltro, si tenga conto che – sebbene la maggior parte dei mutuatari interessati a surrogare il mutuo abbia già compiuto questa operazione negli ultimi anni – la scia lunga delle surroghe sembra essere ben lungi dall’esaurirsi, grazie anche al crescente fenomeno delle “seconde surroghe”, ovvero delle operazioni di sostituzione di un mutuo che è già stato protagonista di una prima surroga e che, evidentemente, può oggi ottenere delle rate ancora più basse grazie alla flessione del costo del denaro.

In tale scenario, non stupisce una maggiore timidezza da parte delle nuove erogazioni di mutui: il contesto negativo nel quale si muovono famiglie e operatori, condizionato proprio dal pessimismo di breve termine causato dalla crisi pandemica, sta infatti rendendo gli investitori più cauti nel programmare le transazioni di acquisto immobiliare, e le banche più prudenti nel concedere nuovi finanziamenti a persone che potrebbero avere difficoltà nella regolare restituzione dei debiti nei modi e nei tempi stabiliti.

Il boom dei mutui online

A quanto sopra si deve tuttavia aggiungere un’altra evidenza: la crescita del successo dei mutui online in buona parte delle regioni italiane. D’altronde, considerate le limitazioni alla mobilità, sono aumentate – e di molto! – le richieste di preventivi e le prime fasi di accesso alle procedure di domanda.

Sotto tale profilo di analisi, non sfugge nemmeno come a guidare la domanda di mutui online siano proprio le regioni più colpite dall’epidemia italiana da nuovo coronavirus, ovvero quelle del Nord e del Centro del Paese. Macroaree storicamente più dinamiche sul fronte immobiliare ed economico, e che hanno garantito un tasso di crescita delle domande di finanziamenti online rispettivamente pari al + 4% e al + 10% rispetto alla media nazionale.

Per quanto infine concerne la forma tecnica dei tassi di interesse scelti dalla clientela che si sta avvicinando a un mutuo online, come era largamente prevedibile viene confermata la maggiore appetibilità del tasso di interesse fisso, con una quota di domande sul totale pari al 92,5%, contro una quota fortemente minoritaria dei mutui a tasso variabile, oramai precipitata ai minimi storici. Nessuna sorpresa: il livello dei tassi fissi oggi a disposizione sul mercato creditizio nazionale è quasi irripetibile e, dunque, è ben difficile resistere alla possibilità di “congelare” l’onerosità del proprio mutuo per 10, 20 o 30 anni, ponendosi al riparo dal futuro rialzo dei tassi di mercato.