Prima vendere o prima comprare? 

Si tratta di un vero e proprio dilemma, una scelta da cui chi intraprende un affare immobiliare non può chiamarsi fuori.

Quest’oggi andremo ad addentrarci in una questione che tanti sottovalutano, ma che – se non considerata ponderando pro e contro di ogni scenario – può generare parecchi potenziali disagi. Il consiglio che vi diamo è quello di prestarvi la giusta attenzione e di leggere questa breve guida.

Tanti acquirenti sono naturalmente portati a credere che dare la priorità a vendere il proprio immobile prima di acquistare sia la scelta più cauta, quella che istintivamente genera un maggiore senso di sicurezza.
La causa di questo sentire sono effettivamente i vantaggi che questa condizione genera, che sono obiettivi e innegabili.

Chi vende casa ha fin da subito una certezza granitica: sa precisamente quanto ricaverà dalla vendita del suo immobile. Né stime a spanne, né valutazioni che, per quanto accurate ed effettuate da un agente immobiliare, rimangono teoriche: vendere prima di comprare genera il vantaggio spiazzante di sapere, con totale esattezza, quanto si potrà versare sul proprio conto corrente. E non solo quanto, ma anche quando.

La negoziazione, il reperimento dell’agenzia e del compratore, la contrattazione: tutte circostanze che, se ci si è esposti acquistando prima di aver venduto, possono rendere incerti i termini della concretizzazione dell’affare. Vendendo prima di comprare si può cerchiare di rosso una data del calendario e sapere che, da quel giorno, le risorse per finanziare un futuro acquisto sono saldamente depositate presso il proprio istituto di credito di fiducia. 

L’aver venduto prima di acquistare genera però una circostanza tanto insidiosa quanto facilmente intuibile: se, entro il termine concordato, non avrete trovato una nuova casa, esiste il rischio di rimanere dovendo consegnare la vostra. Se si vende prima di acquistare, una buona pianificazione è fondamentale.

Andiamo invece a delineare lo scenario diametralmente opposto; quello in cui un compratore decide di acquistare prima di aver venduto la casa che precedentemente possedeva. Può sembrare una scelta impulsiva, ma accade molto spesso che si opti per questa decisione. I fattori che possono contribuire a questa “urgenza di acquistare” sono molteplici e sono tutti più che comprensibili.
Il processo d’acquisto di una casa è, un susseguirsi di stati d’animo in cui timori ed entusiasmo si alternano in modo impetuoso.

 Ancora più frequentemente, capita che il compratore si lasci sedurre dalla prospettiva di maggiore spazio: una stanza per il nascituro di casa in arrivo qualche mese dopo, un angolo in cui creare uno studiolo per lavorare e ricevere ospiti o clienti. Come sempre, nel processo d’acquisto di un qualunque bene si è proiettati più sul soddisfacimento del desiderio che su ciò che è necessario per arrivarci.

Le dinamiche che possono rendere più urgente la percezione di dover acquistare quanto prima sono molteplici e possono avere anche a che vedere con occasioni immobiliari che vengono reputate imperdibili: si trova sul mercato la casa dei sogni, con il terrazzo orientato al sole e il giardino spazioso, e si vuole fare di tutto per accelerare l’acquisto, temendo che altrimenti verrà venduta.

Per essere chiari fino in fondo, bisogna tuttavia sottolineare come anche l’acquisto prima della vendita generi alcune opportunità innegabili.

In primo luogo, chi acquista conoscerà esattamente l’ammontare della spesa e non dovrà fronteggiare il timore di dover dormire al chiaro di luna.

Le insidie derivano però dall’incertezza che questo quadro genera, in quanto se non si disporrà esattamente dal ricavato della vendita dell’immobile che già si possiede (ed entro i tempi che ci si è prefissi per rogitare) si rischierà di non avere abbastanza risorse per finanziare l’acquisto. Questo determina chiaramente delle conseguenze piuttosto spiacevoli, come il perdere la caparra o – peggio ancora – il trovarsi  a dover svendere l’immobile di proprietà spinti dalla fretta di trovare il primo offerente disponibile.

Ora che abbiamo delineato un quadro chiaro dei due scenari, cerchiamo di giungere a una conclusione. Il dilemma “è meglio vendere prima di comprare o comprare prima di vendere?” si risolve, come spesso avviene studiando il mercato immobiliare, con la risposta “Dipende”.
Non esistono scenari ideali, ma semplici constatazioni che risentono, caso per caso, della situazione del singolo.

Se l’acquisto dell’immobile è spinto da esigenze di natura materiale, come ad esempio nel caso di un allargamento improvviso del nucleo familiare o di un trasferimento obbligato, la cautela paga: decisamente meglio vendere prima, sincerandosi di calcolare i tempi nel miglior modo possibile. In buona sostanza, quando le risorse che finanziano un affare immobiliare derivano “dal mattone” è meglio non arrischiarsi e scegliere di ottenerle prima di impegnarsi.

In circostanze di disponibilità finanziaria (come ad esempio, nel caso dell’acquisto di una seconda casa) si può invece osare senza troppi patemi, pur effettuando un’attenta valutazione dei costi e delle tempistiche.